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30 mag 2011

Rimborso IVA su tassa dei rifiuti

ho letto che si può promuovere un'istanza di rimborso per l'IVA pagata sulla tassa dei rifiuti.
Trattandosi però non di una grossa cifra, non vale la pena spendere soldi di avvocati.
Ora, siccome in Italia è facile parlare ma nessuno fa niente, facendo questa istanza secondo voi che probabilità ci sono che l'ente rimborsi l'IVA versata senza battere ciglio?
al momento la linea dell'associazione delle imprese che gestiscono i rifiuti è quella di consigliare alle associate di NON restituire l'iva e di motivare le eventuali domande di rimborso.tieni sempre presente che una domanda di rimborso la puoi fare in carta semplice e non serve un avvocato. il costo è quello della raccomandata a.r.secondo me allo stato attuale è improbabile riuscire a ricevere qualcosa, in futuro non si sa
non hai nessuna probabilita'
Li restituisceobtorto collo.
La sentenza della Cassazione riguarda l’iva pagata sulla T.I.A. che i Comuni fatturano in quanto ritenuta dalla vecchia legislatura entrata patrimoniale (tariffa); sulla vecchia tarsu (tributo) i contribuenti non hanno mai pagato l’iva perchè non è stata mai calcolata in quanto tassa e non tariffa. Quindi è importante distinguere le due tipologie di imposizione perchè hanno diversi riferimenti legislativi. La Cassazione è stata chiamata a decidere su una questione non risolta nella giungla della normativa vigente che in molte parti appare contradditoria, cioè se la TIA, per la natura e le modalità di applicazione in materia tributaria dovesse essere considerata un tributo e quindi sottostare alle procedure tributarie per le impugnazioni (Commissione Tributarie) oppure una entrata patrimoniale per un servizio reso e sottostare alle ordinarie procedure amministrative per le impugnazioni (giudice di pace). Su questa confusione si è espressa la Suprema Corte dichiarando la TIA un tributo, una tassa e in quanto tale non soggetta all’IVA.

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20 mag 2011

YouTube e Sugar, il futuro della musica passa dal web

"Internet uccide la musica". E' dai tempi di Napster che la rete si porta dietro l'accusa di aver affossato, con il download illegale di mp3 e il filesharing, l'industria discografica. E soprattutto, di aver soffocato la nascita di nuovi talenti a cui le grandi major non darebbero più una chance per costi eccessivi rispetto all'immediato ritorno.
YouTube e Sugar provano a dimostrare il contrario coniugando web e diritto d'autore.
Il portale di video sharing e l'etichetta discografica italiana diretta da Caterina Caselli hanno annunciato oggi la prima collaborazione in Italia fra una piattaforma con pubblico planetario e una casa discografica. L’accordo prevede l’adozione, da parte di Sugar, dell’innovativa tecnologia di identificazione audio e video dei contenuti (Content ID) messa gratuitamente a disposizione dei titolari di diritti intellettuali partner di YouTube, per identificare e gestire direttamente i propri contenuti sulla piattaforma.
L'ID consentirà a Sugar di monetizzare tutti i video presenti su YouTube e di cui detiene i diritti, i video presenti sul proprio canale youtube.com/grupposugar, quelli relativi ai singoli canali dei propri artisti ma anche tutti i video caricati dagli utenti della community, i cui diritti fanno capo all’etichetta.
Alcuni dei grandi nomi di Sugar, come Elisa, Malika Ayane, Andrea Bocelli e i Negramaro hanno già un proprio canale YouTube dove interagiscono con la community attraverso clip video molto popolari, tanto che ad oggi hanno raggiunto un numero complessivo di oltre 11 milioni di visualizzazioni. Ma da oggi questi e i nuovi contenuti video di proprietà dell’etichetta potranno essere ulteriormente valorizzati in Italia e all’estero, in base alle strategie commerciali di Sugar. Da YouTube, insomma, potrebbero arrivare soldi e fama ai giovani artisti che Sugar vorrà lanciare. E proprio il web potrebbe essere un primo terreno per tester le reazioni e l'apprezzamento del pubblico.
A tagliare il nastro dell'accordo YouTube - Sugar i Negramaro, che dopo tre anni ritornano sulla scena musicale italiana con un nuovo album. Chi vuole un assaggio lo trova nei video backstage che, a partire da oggi, verranno caricati sul canale YouTube del gruppo: youtube.com/negramaro

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13 mag 2011

Alla tv italiana spot pro-eutanasia

Debutta in Italia uno spot pro-eutanasia 'censurato' in Australia nelle scorse settimane. Sarà una tv lombarda - Telelombardia - a trasmetterlo. Il video che sostiene la legalizzazione della 'dolce morte' sarà presentato in anteprima oggi a Milano nella sede dell'emittente
Lo spot, realizzato dal gruppo 'The Works' di Sidney per l'Associazione Exit international e proposto in Australia e Canada, è curato nella versione italiana dall'Associazione Luca Coscioni e dal Partito Radicale.
L'emittente ha annunciato che chiederà l'autorizzazione, come da procedura, all'Autorità garante per le comunicazioni per mandare in onda lo spot. E solo dopo il via libera sarà possibile vederlo sul piccolo schermo.
Telelombardia al momento si è dichiarata disponibile a trasmetterlo e aspetta la decisione dell'Authority. Il video sarà comunque visibile già da oggi su internet sul sito dell'Associazione Luca Coscioni che con il Partito Radicale ha lanciato una raccolta fondi per finanziare l'eventuale programmazione televisiva.

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